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I tanti errori del Mossad


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I tanti errori del Mossad

È il 20 gennaio, quando Mahmoud al-Mabhouh fa il suo ingresso nell’hotel Al Bustan Rotana di Dubai. È arrivato il giorno prima e ha appuntamento con un contatto iraniano per organizzare una consegna d’armi per Hamas. Non ci andrà mai. Il giorno dopo nella sua camera viene ritrovato il cadavere. Niente tracce d’effrazione o di violenza.

Mahmoud al-Mabhou, nome di battaglia Abu Abdullah, è uno dei fondatori del braccio armato di Hamas. E per Hamas ha il compito di organizzare le reti che dall’Iran, la Cina o la Corea del Nord forniscono armi. È in cima alla lista dei nemici mortali di Israele.

Il primo responso dei medici legali è attacco cardiaco. Ma pochi giorni dopo Hamas, basandosi sull’inchiesta condotta dalla polizia di Dubai, punta il dito contro il Mossad.

L’inchiesta si basa sulle immagini delle telecamere di sorveglianza, che a Dubai sono dappertutto. Le 11 persone sospettate di far parte del commando responsabile dell’omicidio sono state filmate al loro arrivo e a ogni minimo spostamento all’interno delll’hotel, dove avrebbero preso una camera di fronte a quella della vittima.

Incrociate le immagini con quelle dei passaporti registrati in aeroporto e alla reception dell’albergo, foto e nomi vengono diffusi dalla polizia. Sarebbero cittadini francesi, tedeschi, irlandesi e britannici, con passaporto diplomatico.

Sette di loro, però, sono israeliani con doppia cittadinanza. Ed è subito evidente che non hanno niente a che fare con l’operazione. Sono vittime di furto d’identità.

Piovono le accuse sul Mossad. La stessa stampa israeliana chiede le dimissioni del capo dei servizi segreti, Meir Dagan, in carica da otto anni. Troppi errori grossolani, e non è nemmeno la prima volta.

Primo errore: scegliere come luogo dell’omicidio uno dei pochi paesi arabi in buoni rapporti con Israele.
Secondo: usare passaporti di paesi europei amici d’Israele, provocando un incidente diplomatico.
Ultimo: usurpare l’identità di sette israeliani. Come puntare una grossa freccia lampeggiante sullo Stato ebraico.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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