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La rabbia popolare cresce in Costa d'Avorio

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La rabbia popolare cresce in Costa d'Avorio

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Migliaia di manifestanti hanno sfilato, sabato, nella città di Bouake. Auto in fiamme, vetri infranti e anche il saccheggio di un ufficio locale del governo. La gente chiede elezioni presidenziali, rinviate da quasi cinque anni.

“Siamo stanchi – dice un manifestante -, non abbiamo elettricità, mancano cibo e acqua. Non c‘è lavoro. Vogliamo lavorare, ma le aziende chiudono”.

Venerdi’, nella città di Gagnoa, almeno cinque manifestanti erano stati uccisi dalle forze di sicurezza.

Il contestato presidente, Laurent Gbagbo, deve fronteggiare una crescente instabilità dopo la sua decisione di licenziare il governo e la commissione elettorale, che avrebbe dovuto spianare la starda a nuove elezioni.

Nel paese, leader mondiale nella produzione di cacao, dopo la guerra civile del 2002-2003 non si è mai votato.