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Crisi di governo in Olanda. Non c'è intesa sulla proroga della missione in Afghanistan

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Crisi di governo in Olanda. Non c'è intesa sulla proroga della missione in Afghanistan

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L’Afghanistan affonda il governo dell’Aja. L’esecutivo da tre anni guidato da Jan Peter Balkenende è da oggi dimissionario, dopo la presa d’atto che non esiste una intesa tra i partiti della coalizione sul prolungamento della missione olandese in Afghanistan.

Proprio il capo del governo aveva chiesto ai suoi ministri di posticipare ad agosto 2011 il ritiro dal paese asiatico – ritiro in precedenza fissato per il 31 dicembre di quest’anno – senza però riuscire ad ottenere il risultato sperato.

A chiudere la porta a ogni ipotesi di allungare la durata della missione, ci hanno pensato i laburisti, che hanno preferito far dimettere dall’esecutivo il loro ministro delle Finanze.

“Nessuna possibilità di continuare a collabroare nell’esecutivo”, ha spiegato Wouter Bos, illustrando le ragioni che lo hanno spinto a dimettersi.

L’uscita di scena dell’Olanda cambia il quadro sul terreno, e obbliga a definire nuove strategie, come sottolinea Edwin Bakker.

“Con le elezioni all’orizzonte e una situazione politica più confusa, sarà evidente che in futuro non si riuscirà a contribuire a missioni come questa. La situazione attuale sta inoltre deteriorando l’immagine dell’Olanda”.

Solo pochi giorni fa i vertici della Nato avevano chiesto all’Aja di mantenere i suoi 2000 soldati nella provincia di Uruzgan, sottolineando l’efficacia dell’approccio olandese con la popolazione locale.

Dal loro arrivo nella provincia le Ong sono passate da 5 a 50, e sono state lentamente avviate significative esperienze di cooperazione con gli agricoltori locali, soprattutto nel tentativo di sradicare la produzione di papavero da oppio.