ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

I perché dell'operazione Mushtarak

Lettura in corso:

I perché dell'operazione Mushtarak

Dimensioni di testo Aa Aa

Infuria la battaglia nella città di Marjah, feudo taleban dove le truppe afgane, appoggiate dalle forze internazionali, sono penetrate qualche giorno fa. Sei soldati della Nato sono rimasti uccisi in una sola giornata, aggiungendosi ai cinque dei giorni scorsi.

Ci vorranno fra i 25 e i 30 giorni per prendere il controllo della città, ha detto il generale britannico Nick Carter.

Ma le forze alleate affemano anche che l’operazione Mushtarak è stata finora un successo, poiché ha consentito di riprendere il controllo di una vasta parte della regione dell’Helmand.

Abbiamo chiesto al professore Luc De Vos perché questa regione è così importante: “Se conquistiamo la loro roccaforte principale, dovranno andarsene, riorganizzarsi, e gli ci vorrà del tempo. Penso che questo sia un elemento importante, e poi naturalmente c‘è il problema dell’oppio, che proviene in parte da questa regione”.

L’oppio è il prodotto più esportato dall’Afghanistan. La posizione dei Taleban nei confronti della coltivazione del papavero non è chiara: ufficialmente la proibiscono, ma pare che ora se ne servano per finanziarsi. Ma all’estero c‘è anche un’altra fonte di finanziamenti, spiega De Vos: “Nel mondo arabo, e in particolare nel Golfo, ci sono persone, soprattutto in certe associazioni, convinte che sia meglio agire così, o che hanno paura di una certa reazione da parte dei taleban, e quindi pagano perché vogliono continuare a vivere tranquilli. C‘è quindi una sorta di racket nel mondo arabo”.

La prima operazione di rilievo nell’Helmand fu lanciata dai britannici nel 2006. Fu un disastro. Secondo alcuni ricercatori, l’insistenza sulla regione è dovuta principalmente a questo primo fallimento, mai compensato da una vittoria. Ma accanto alla battaglia militare ce n‘è una più politica: “È fondamentalmente una lotta per il cuore di queste persone, che devono scegliere fra due sistemi non perfetti – è il minimo che si possa dire – ma che devono scegliere comunque il meno peggio, e indirettamente il meno peggio per noi, perché bisogna fare in modo che l’Afghanistan non torni a essere un santuario per i taleban”.

Conquistare cuori ormai in gran parte fuggitivi. Almeno 150 mila civili sono scappati dalla regione prima del lancio dell’operazione Mushtarak. Se le bombe riusciranno a portare il messaggio d’amore a chi è rimasto, è tutto da vedere.