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Leader ucciso a Dubai: Hamas promette vendetta

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Leader ucciso a Dubai: Hamas promette vendetta

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Hamas promette vendetta: la morte di Mahmoud al-Mabhouh non resterà impunita. Continua a salire la tensione sul caso del dirigente del braccio armato del gruppo palestinese, ucciso il 20 gennaio in una stanza di albergo a Dubai. Hamas punta il dito contro i servizi segreti israeliani, accusandoli di averlo prima stordito con delle scosse elettriche e poi soffocato a morte.

“Basta con le chiacchiere, ora è tempo di agire”, l’appello rivolto alla folla dal leader Khaled Meshal, nel corso di una manifestazione a Gaza.

Almeno 11 i membri sospettati di appartenere al commando che avrebbe eliminato al-Mabhouh. A individuarli le telecamere dell’albergo di Dubai dove l’uomo soggiornava.

Fra loro, tutti israeliani con doppia cittadinanza, sei si sarebbero addirittura appropriati dell’identità di cittadini britannici.

Un giallo che rischia di trasformarsi in terremoto diplomatico: convocato al Foreign Office l’ambasciatore israeliano a Londra, anche il premier Gordon Brown ha ordinato di fare chiarezza.