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Kosovo-Serbia: il punto sull'indipendenza in una intervista incrociata

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Kosovo-Serbia: il punto sull'indipendenza in una intervista incrociata

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Due anni dopo l’autoproclamazione di indipendenza del Kosovo dalla Serbia, entrambe le parti ripetono ancora le stesse frasi. Ma questo non significa necessariamente che le loro posizioni non siano cambiate. Euronews le ha messe a confronto con un intervista al ministro degli esteri serbo Vuk Jerevic e il vice primo ministro kosovaro Hajredin Kuci.
 
 
Euronews:
 
Riguardo alla domanda di adesione all’Unione Europea il Kosovo potrebbe costituire un ostacolo per il vostro cammino?
 
 
Vuk Jerevic:
 
Penso che sia molto importante che la pace e la stabilità siano garantite a lungo termine. Una delle condizioni è trovare una soluzione di compromesso per il futuro stato del Kosovo. Questo perché credo che tutte le parti dovrebbero essere ugualmente incentivate a ristabilire il processo di pacifico dialogo con l’aiuto della comunità internazionale, e ad arrivare a una soluzione di compromesso che rafforzi le prospettive europee per tutti noi insieme. L’unilateralismo non deve essere ammesso nel ventunesimo secolo.
 
 
Hajredin Kuci:
 
Tutti sanno che abbiamo intrattenuto dei negoziati fra il 2005 e il 2007. Abbiamo giocato qualsiasi carta a nostra disposizione in quel momento senza raggiungere un compromesso. Ora abbiamo bisogno di guardare al futuro e di maturare una chiara posizione sulla cooperazione regionale e per l’integrazione nell’Unione Europea.
 
 
Euronews:
 
Se qualche tipo di compromesso sul Kosovo è pre-requisito per il vostro ingresso in Europa, questo dà al Kosovo quasi un potere di veto sulla vostra adesione, non è così?
 
 
Vuk Jerevic:
 
Non se ci impegnamo in buona fede, onestamente, uno con l’altro. E se cerchiamo una soluzione di compromesso per il futuro stato del Kosovo. Qualcosa che non abbiamo mai provato. Penso che sia venuto il momento di farlo. In modo europeo, pacifico, democratico. Penso che non sia impossibile, ma bisognerà avere una mente aperta, guardare avanti, con impegno.  
 
 
Hajredin Kuci:
 
Spero che tutti capiscano che il futuro della regione è quello di entrare nell’Unione Europea. Ci piacerebbe vedere che la Serbia miri a diventarne membro perché comporterebbe il rispetto di cooperazione regionale, regole internazionali, ma anche degli sviluppi della democrazia. Spero che entrambi un giorno diventeremo membri dell’Unione Europea, ma separatamente e come due stati indipendenti.