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Hariri: "Bisogna prendere sul serio le minacce di guerra di Israele"

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Hariri: "Bisogna prendere sul serio le minacce di guerra di Israele"

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Il 14 febbraio 2005 l’ex premier libanese Rafik Hariri moriva in un attentato. Il figlio Saad è oggi primo ministro. L’abbiamo intervistato.

Hussein Ibraim, euronews: “Signor Primo ministro, benvenuto su euronews. Alcuni politici libanesi chiedono che venga creata una commissione il cui compito principale sarebbe di trovare un meccanismo per abolire il settarismo politico. Fino a che punto pensa sia possibile?”

Saad Hariri, primo ministro libanese: “Come sa, questo problema è molto controverso, benché la costituzione libanese contenga un articolo in merito. Siamo appena usciti da una profonda divisione, e siamo riusciti a formare un governo di unità nazionale che ha il compito di portare a termine molti obiettivi. Questa è la nostra priorità. Poi potremo affrontare gli altri punti lasciati in sospeso fra quelli concordati negli accordi di Taeff che nel 1989 hanno messo fine alla guerra civile”.

euronews: “Lei ha di recente visitato la Siria. Quali sono i principali risultati di questa visita per i due paesi?”

Saad Hariri: “Abbiamo aperto un nuovo capitolo con la Siria. Stiamo ricostruendo la fiducia fra i due paesi. Tutti sanno che i rapporti bilaterali si erano quasi spezzati negli ultimi cinque anni. Ora abbiamo una nuova relazione basata sugli interessi comuni dei nostri due popoli. E questa relazione si rifletterà sulla cooperazione economica, commerciale e nell’ambito della sicurezza, e su altre questioni come la ridefinizione dei confini e tutto ciò che è nell’interesse dei due paesi”.

euronews: “Come saranno i rapporti in futuro se una corte internazionale dovesse condannare la Siria?”

Saad Hariri: “In effetti, potrebbe accadere… Come ho già detto, intendo rispettare le conclusioni del tribunale… Io, Saad Hariri, figlio di Rafik Hariri, non penso di poter rispondere a questa domanda ora o fare commenti su ciò che potrebbe accadere… Ma quel che ho appena detto è molto importante. Noi rispetteremo la sentenza del tribunale”.

euronews: “Il ministro degli esteri israeliano Avigdor Lieberman ha affermato di recente che dietro l’assassinio di suo padre c’era Hezbollah. Che cosa pensa di quest’accusa?”

Saad Hariri: “Dovrebbe presentarsi di fronte a un tribunale internazionale per fare queste dichiarazioni. Ma penso che, dopo i massacri commessi da Israele, dovrebbe essere lui a dover finire dietro le sbarre, e senza processo”.

euronews “Israele ha minacciato un paio di volte di entrare in guerra contro Siria e Libano. Queste minacce fino a che punto sono credibili?”

Saad Hariri “Dovremmo prendere queste minacce sul serio. Ma questo non significa che la guerra sia imminente. Dovremmo anche avvisare la comunità internazionale che le minacce Israeliane vanno prese in seria considerazione. Abbiamo condotto una serie di colloqui con i paesi arabi che hanno relazioni diplomatiche con Israele allo scopo di fare pressione sul governo israeliano…”.

euronews: “Ha ottenuto qualche garanzia da parte di paesi arabi come l’Egitto?”

Saad Hariri “La maggior parte di questi paesi stanno facendo pressione sul governo israeliano. Intanto, noi affrontiamo regolarmente questo problema con il presidente libanese Suleiman per far fronte a queste minacce e contrastare qualsiasi tentazione da parte di Israele di muovere guerra contro il nostro paese”.

euronews: “Ma non pensa che un Hezbollah armato sia il miglior pretesto per una guerra?”

Saad Hariri: “Israele continua a minacciarci… Mentre i paesi arabi esprimono il loro attaccamento alla pace. Israele parla di guerra, e alza i toni della sua retorica di guerra. Mentre ci sono paesi come Libano e Siria che fanno prova di buona volontà nell’applicare la risoluzione Onu 1701. Israele rifiuta di avviare negoziati con la Siria a meno che siano condotti sulla base di condizioni inaccettabili per la Siria e altri paesi arabi. Israele se ne infischia dell’Iniziativa araba che si basa sul principio ‘terra in cambio di pace’. Quindi mi dica lei ora: chi è che rifiuta la pace?”

euronews: “È possibile che un giorno vedremo il Libano negoziare indirettamente con Israele come è accaduto con la Siria attraverso la mediazione della Turchia?”

Saad Hariri: “Noi ci atteniamo all’Iniziativa araba…”

euronews: “Ma l’Iniziativa araba muore e resuscita più volte all’anno. Pensate davvero che abbia un futuro?”

Saad Hariri: “Sì, lo pensiamo. Sa perché? Perché quando gli arabi si sono incontrati a Beirut nel 2002 e hanno lanciato l’Iniziativa araba di pace che è stata adottata dall’Organizzazione della conferenza islamica, sa che cosa significa questo?
Significa che oltre un miliardo di musulmani e una settantina di paesi islamici hanno dimostrato di avere tutte le intenzioni di fare la pace seguendo le disposizioni di quest’iniziativa. Allora, chi è che sta rifiutando la pace? Dobbiamo insistere su questo punto.
Oggi, Israele costruisce piccoli quartieri negli insediamenti. Questi insediamenti portano pace nella regione? Israele coglie ogni opportunità per ostacolare la pace con 70 paesi islamici.
Dov‘è la logica israeliana? Dov‘è la comunità internazionale? E che cosa offre su questo versante?
Oggi, il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha di fronte a sé un documento politico che invoca la soluzione dei due stati: Israele, e lo stato palestinese con Gerusalemme est come capitale. Ma anche il diritto al ritorno dei rifugiati, così come il recupero di tutti i territori occupati nel 1967. Posso assicurarle che nonostante le divisioni interne dei palestinesi, il presidente palestinese potrebbe firmare questo documento e sottoporre queste proposte a un referendum nazionale. E sono sicuro che vincerebbe.
Ma sa qual è il vero problema? Il problema è che non abbiamo un governo israeliano in grado di adottare un documento del genere. La divisione è all’interno di Israele”.