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Operazione Mushtarak, pericolo mine

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Operazione Mushtarak, pericolo mine

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Terzo giorno per l’operazione Mushtarak in Afghanistan. La piu’ importante offensiva contro i taleban in nove anni di guerra condotta dalle forze Nato e afghane. Nella provincia meridionale di Helmand finora due soldati sono stati uccisi, una trentina i taleban. Tra i civili dodici persone sono morte a causa di missili fuori bersagnio. E la minaccia per le truppe sono ora le mine.

“Tutti gli esplosivi sono collegati esplodono allo stesso momento”- racconta il sergente USA Jhonny Morris.

Le mine artigianali lasciate dai taleban rendono ancora insicura la zona intorno alla città di Marja , che secondo le forze afghane è ora quasi interamente sotto il controllo delle truppe statunitensi.

Sono in tutto quindicimila i soldati impegnati in questa maxi operazione partita nella notte tra venerdi e sabato nella provincia di Helmand. Obiettivo riportare l’autorità di Kaboul laddove spadroneggiano i taleban anche nel controllo del traffico di oppio ed eroina da cui traggono le principali risorse fiananziarie.

Robert Mc Chrystal, comandante Usa:
“Quando il presidente Karzai ha approvato il varo di questa operazione ci ha dato un orientamento specifico. E cioè proteggere il popolo afghano, e questa operazione è stata fatto tenendo ben in mente questo”.

La credibilità dell’operazione secondo gli abitanti della zona è legata all’effettivo ripristino del controllo dopo che sarà terminata.