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Una decina di civili uccisi nell'offensiva Nato-afghana

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Una decina di civili uccisi nell'offensiva Nato-afghana

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La Nato è soddisfatta dei risultati dell’operazione nel sud dell’Afghanistan, ma resta la minaccia di mine e cecchini. Secondo gli statunitensi potrebbe servire fino a un mese per prendere il controllo dell’area di Marjah, bastione dei taleban.

Secondo il presidente afghano Hamid Karzai, notizia confermata poi dalla Nato, una decina di civili sono rimasti uccisi nell’operazione Mushtarak (insieme) che mobilita 15.000 soldati della coalizione NATO e afghani.

Il reggimento di ingegneri britannici si occupa di sminare il terreno e di garantire la sicurezza della zona per il passaggio dei soldati.

“I taleban hanno lasciato tutti l’area dove concentravano capitali ricavati dalla droga e ordigni esplosivi improvvisati, ci stiamo facendo strada e ora stiamo proseguendo nel ripulire l’intera area”, ha detto il colonnello Matt Bazeley.

Intanto secondo l’Onu un crescente numero di civili, circa 4000, ha lasciato le zone del conflitto per trasferirsi nel capoluogo della provincia di Helmand, Lashkar Gah.

Dal Cairo dove ha incontrato il presidente egiziano Mubarak, l’ammiraglio Mike Mullen ha definito l’azione una grossa sfida.

“Quest’operazione è diretta dagli afghani. Noi stiamo collaborando con loro, ma sono gli aghani a gestirle l’offensiva, che è complessa sia dal punto di vista della partnership sia per quanto riguarda la loro leadership nella gestione”, ha affermato Mullen.