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Morto McQueen, genio trasgressivo della moda britannica

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Morto McQueen, genio trasgressivo della moda britannica

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La moda come spettacolo, come provocazione, trasgressione. La scomparsa dello stilista britannico Alexander McQueen lascia un vuoto destinato a farsi sentire.

Aveva una corda al collo, l’artista quarantenne, quando è stato trovato senza vita nella sua casa di Londra.

“McQueen era forse il pià grande talento degli ultimi 20, 30 anni” dice una giornalista della rivista Vogue. “Ha stravolto l’immagine, la percezione della moda femminile”.

Lo stile gotico, con venature macabre e le recenti performance dark, fanno ora da base per congetture sulla probabile, forte depressione dell’ultimo periodo.

Dalla collaborazione, ad appena 20 anni, con Romeo Gigli a Milano, agli studi londinesi alla Saint Martin’s School of Art, fino alle sfilate trasgressive a partire dal 2000 che gli erano valse il titolo di “hooligan della moda”. Resta nella storia una delle sue più forti provocazioni, quando a Londra mandò sulla passerella Aimee Mullins, atleta, modella, attrice e pubblicista, amputata delle gambe e con due protesi di legno.