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Lutto nazionale ad Haiti, un mese dopo il sisma

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Lutto nazionale ad Haiti, un mese dopo il sisma

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Un mese fa, il terremoto ad Haiti. Oggi, la metà povera dell’Isola Ispaniola ricorda le vittime in una giornata di lutto nazionale. Che trascorre sotto l’acqua delle prime piogge tropicali della stagione. La probabilità che uno o più uragani colpiscano il Paese quest’anno è più elevata, dicono gli esperti statunitensi. Intanto si fanno i conti con le difficoltà quotidiane. Il Programma Alimentare Mondiale ha distribuito cibo a circa 2 milioni di haitiani, su una popolazione di 9 milioni. In tanti, però si lamentano. Stentano a sfamarsi e non hanno più nulla.

Oltre duecentomila morti, tre milioni di persone colpite, un milione di haitiani vivono all’addiaccio, cercano riparo nelle circa cinquecento tendopoli allestite per fare fronte alla mancanza di case. Duecentocinquantamila quelle distrutte. I vertici della missione Onu parlano di oltre 60 tonnellate di macerie da rimuovere. Se si mettessero in fila i camion sui quali caricarle, si arriverebbe, da Port-au-Prince, fino a Mosca.

L’Unione europea annuncia l’intenzione di inviare una missione militare sul posto e l’impegno per ulteriori 90 milioni di euro in aiuti, oltre ai 400 milioni già sbloccati. Il governo haitiano stabilisce priorità. Tra queste: la creazione di posti di lavoro, in un Paese dove già prima del sisma, due terzi della popolazione erano disoccupati. Nel frattempo, qualcuno si arrangia come può, cercando di fare affari recuperando batterie per telefoni cellulari.