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Haiti attende la stagione delle piogge

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Haiti attende la stagione delle piogge

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Mancava solo la pioggia tropicale, al calvario degli haitiani. È bastata una mezz’ora, ieri, a Port-au-Prince, per gettare nel fango migliaia di persone rimaste senza un vero riparo.
E fra sei settimane comincia la stagione delle piogge.
Ruth è madre di due bambini: “Quando piove, i bambini si bagnano. Sono costretta a venire qui, perché non ho un posto dove prendermi cura dei miei figli”.

Si comincia a temere un nuovo dramma nel dramma, a un mese dal sisma che, secondo le cifre del governo, ha fatto 212 mila morti. 3 milioni le persone colpite, un terzo della popolazione.
Più di un milione di haitiani sono rimasti senza un tetto, dopo che il terremoto ha distrutto 250 mila case. Molti non hanno nemmeno una tenda.

La priorità in questo momento è la distribuzione del materiale per rinforzare i rifugi di fortuna, come in questo campo che ospita 50 mila sfollati. Ma al ritmo attuale molti non avranno il materiale prima di maggio, quando la stagione delle piogge sarà già ampiamente cominciata.

Un soccorritore spiega: “Quel che stiamo cercando di fare a breve termine è fornire materiali per costruire e migliorare i rifugi e, a medio termine, nei prossimi sei, nove, dodici mesi, fornire strutture un po’ più solide. Stiamo cercando di trovare modi di migliorare queste strutture, perché quando costruisci con legno o acciaio, non pensi più tanto al rischio di terremoti quanto agli uragani”.

La stagione degli uragani va da giugno a fine ottobre. E quest’anno le previsioni non sono rassicuranti: secondo i meteorologi la probabilità che uno o più uragani colpiscano i Caraibi è più alta del solito. Ma prima, gli haitiani dovranno confrontarsi con il carico di alluvioni, frane e malattla della stagione delle piogge.