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Arricchimento uranio, Usa non credono a Teheran

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Arricchimento uranio, Usa non credono a Teheran

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E se Ahmadinejad bluffasse? Il dubbio viene proprio dalla Casa Bianca che ridimensiona i roboanti procalmi del Presidente iraniano sull’arricchimento dell’uranio. E’ una provocazione, è la reazione alla minaccia di nuove e più dure sanzioni difronte al rifiuto di collaborare. A parlare è stato il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs:

“Francamente: quel che dice Ahmadinejad, e di cose ne dice tante…Ma non tutte sono vere. Non crediamo che abbiamo la capacità di arricchire l’uranio al livello di cui parlano”.

Nel giorno del XXXI anniversario della rivoluzione islamica, il Presidente ha sostenuto che Teheran è in grado di arricchire l’uranio oltre l’80%, sebbene non sia interessata a farlo. E parallelamente al braccio di ferro con l’Occidente si consuma una repressione sempre più dura contro l’opposizione. Segno di un regime disperato secondo Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Shah.

“Non credo che questa repressione sia un segno dell’irrigidimento del regime. Credo piuttosto che sia un indicatore del fatto che il regime è talmente disperato da aver portato all’estremo l’intimidazione e la violenza”.

La censura stringe sempre più le sue maglie: bloccato quasi completamente l’accesso a Google e al relativo servizio di posta Gmail. E’ intanto confermata dai riformisti l’uccisione di una manifestante. Attraverso il network Twitter chi ha partecipato ieri alle proteste parlava invece di 3 vittime del fuoco dei Guardiani della Rivoluzione.