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Jean Nouvel: "Con le nuove tecnologie si puo' mentire"


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Jean Nouvel: "Con le nuove tecnologie si puo' mentire"

L’architetto francese Jean Nouvel ha partecipato a Imagina, la fiera di Monte-Carlo dove vengono esposte le ultime novità della computer grafica. Vincitore nel 2008 del prestigioso Premio Pritzker, l’Oscar dell’architettura, Nouvel ha spiegato a EuroNews l’importanza dell’uso del computer in architettura e della computer grafica nel suo lavoro.

Jean Nouvel, architetto:
“Il computer ha trasformato il lavoro dell’architetto perchè adesso si puo’ simulare tutto, si puo’ disegnare molto piu’ in fretta, si puo’ scomporre un edificio in porzioni. Si puo’ verificare ogni assemblaggio quindi siamo davanti a possibilità straordinarie per la concezione e la realizzazione”

Claudio Rocco, EuroNews – Lei ha affermato che le immagini sono delle menzogne, le nuove tecnologie fanno si che le immagini siano un po’ meno menzogne?

“Con le nuove tecnologie si puo’ mentire assai bene, forse meglio di prima, il problema è etico. E’ vero che queste menzogne sono sempre esistite. Parlo della cosidetta “prospettiva del promotore” con le immagini del grandangolo che fa apparire le stanze tre volte piu’ grandi, le automobili di lusso in primo piano, le pin up, gli alberi e quant’altro. L’architettura non si vede quasi piu’; si vedono solo i simboli del lusso, anch’essi in vendita. La menzogna dell’immagine è sempre presente, ma con il computer si aggiunge un problema etico, le cose possono essere rappresentate in modo distorto, quindi non sarebbe male stabilire effettivamente un certo numero di regole, una sorta di codice etico che permette di essere sicuri che quel che si mostra è vero”

- Pensa che qualcuna delle sue opere non si sarebbe potuta realizzare senza l’uso del computer?

“E’ assolutamente certo. Ci sono prima di tutto le idee che non avrei avuto perchè il computer apre la mente. Lavoro molto sulla luce e, per esempio, ci sono delle cose che non avrei potuto immaginare senza il computer. E poi c‘è quel che non avrei neanche potuto realizzare. Per esempio adesso lavoro al Louvre di Abu Dhabi, sulla grande cupola che è una sorta di pozzo di luce che si organizza attraverso due volte che sono perforate e in cui le macchie di luce spariscono e si riassorbono….per simularle e per lavorare se avessimo voluto farle 10 anni fa ci avremmo impiegato due o tre secoli che è un po’ troppo. E invece adesso le ho potute realizzare”

- Veniamo al rapporto col passato. In alcune sue opere, penso per esempio all’Opera di Lione, lei ha integrato le vecchie strutture in quelle nuove. Qual è il rapporto di un architetto col passato, come il nuovo si integra nel vecchio?

“ Credo che ci si debba sempre servire della storia e di quel che la precede. Cio’ che manca molto spesso nell’architettura contemporanea adesso è un legame con la storia e con la geografia. Dico che bisogna sempre mettere in relazione quel che precede e spesso riutilizzare una parte di questa materia. Effettivamente nella storia molti dei capolavori sono frutto di una sedimentazione avvenuta nel corso dei secoli.”

- Le città di oggi…pensa che le città di oggi esisteranno ancora fra 50 anni? Come vede e come immagina la città del futuro?

“ Le città sono sempre in trasformazione e la cosa importante è individuare quali sono i fattori di questa mutazione. Nel XX secolo abbiamo accumulato molti nuovi quartieri in fretta, molti nuovi edifici che non sono in armonia tra loro, ma che sono stati semplicemente aggiunti. La città è un po’ stereotipata, adesso è necessario che le città si trasformino e questo sviluppo conferirà loro una complessità, ed inoltre, spero, piu’ umanità, maggiore profondità. Il futuro è già presente al 50%. Uno degli elementi straordinari del film Blade Runner di Ridley Scott sta nel prefigurare un futuro in conflitto o in relazione o in sovrapposizione con l’urbano esistente, con gli immobili del secolo scorso. Questa relazione tra futuro e passato crea la città”.

Claudio Rocco, EuroNews.

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