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Il piano d'austerità di Atene per evitare la bancarotta

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Il piano d'austerità di Atene per evitare la bancarotta

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Tempo, ma soprattutto, rigore. Per uscire da una crisi senza precendenti, la strada del governo greco è in salita.

Atene deve scrollarsi di dosso la nomea di Paese tra i più corrotti dell’Unione europea e smantellare un’economia sommersa dove circa la metà della popolazione dichiara meno di 12.000 euro annui.

Si parte però da un debito pubblico che sfiora i 300 miliardi di euro, da ridurre. E dalla spesa, da tagliare. Circa il 40 percento delle casse statali si svuota per pagare salari e pensioni.

Da qui l’idea di ridimensionare il settore. In Grecia le donne vanno in pensione a 60 anni; 65 gli uomini. Ma in certi casi si possono anticipare i tempi. Per il pre-pensionamento, le mamme sole con figli, ad esempio, devono aver lavorato 15 anni. Ed ecco che la media si abbassa a 57 anni. Obiettivo del governo: portarla a 63.

Per quanto riguarda i funzionari pubblici: sono 700.000 su una popolazione di circa 10 milioni di persone. Assorbono quasi il 12 percento (11,8) del Prodotto Interno Lordo.

L’idea è quella di congelare, per quest’anno, non solo salari, ma anche assunzioni, così come quella di snellire il sistema degli incentivi e degli straordinari.

L’obiettivo: risparmiare 800 milioni di euro nel 2010.

Altro punto: la lotta alle frodi fiscali. Nei bar, ristoranti, piccoli negozi la caccia agli scontrini è già aperta.

Ci penseranno i controlli incrociati del fisco a verificare se i registratori di cassa dicono la verità rispetto a quanto dichiarato.

Costas Bakuris, presidente di Transparence International per la Grecia, lamenta: “Ci sono leggi che non sono molto chiare, responsabilità che non sono molto chiare. C‘è la burocrazia e chiunque la può interpretare a modo suo ed esercitare potere, ci sono persone che devono pagare mazzette per fare il proprio lavoro”.

Amministrazioni locali e sanità i settori più a rischio. Non è raro che medici chiedano a pazienti denaro extra per un intervento chirurgico in tempi più rapidi.

La Grecia, poi, è ritenuto uno dei Paesi europei più corrotti e gli scandali non risparmiano i politici, come spiega l’analista Jen Bastian: “Lo stato è considerato corrotto, i rappresentanti del mondo economico non hanno autorità. In simili circostanze, non esiste un rapporto equo con il cittadino che paga le tasse”.

Intanto il governo di Atene si rimbocca le maniche e dice di volere recuperare più di 1 milione di euro dall’evasione fiscale.

Con misure draconiane. Che, secondo gli ultimi sondaggi, i cittadini appoggiano.