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Giustizia GB, documenti Cia su torture vanno pubblicati

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Giustizia GB, documenti Cia su torture vanno pubblicati

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La sentenza della giustizia britannica sul caso di Binyam Mohamed, ex detenuto a Guantanamo e vittima di torture, mette in imbarazzo Gran Bretagna e Stati Uniti. Il governo del Regno Unito ha perso in appello il processo per impedire la pubblicazione di informazioni segrete riguardanti il sospetto terrorista pakistano fornite dalla Cia ai servizi britannici.

“I paragrafi chiave dei documenti su cui si basa il verdetto descrivono nel dettaglio le torture che ha subito Mohammed. Dalle veglie forzate alle finte esecuzioni fino alla mutilazione parziale dei genitali ripetuta a distanza di mesi” spiega l’avvocato del gruppo di testate giornalistiche che, assieme a Mohamed, si è rivolto alla giustizia per ottenere la pubblicazione dei documenti.

Il Ministro degli Esteri britannico David Miliband fa buon viso a cattivo gioco: “Il caso dimostra che ci siamo attenuti a un principio corretto: le informazioni di intelligence di un Paese non possono essere rese pubbliche da un altro Paese in maniera automatica”.

La Corte ha ritenuto che, contrariamente a quanto sostenuto dal governo, le informazioni sulle torture rappresentano un interesse per l’opinione pubblica ancor prima che riguardare la sicurezza nazionale. Mohamed, arrestato nel 2002 e torturato in Marocco, è stato rinchiuso a Gantanamo, senza accuse formali, fino all’anno scorso.