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31 anni fa, la rivoluzione iraniana

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31 anni fa, la rivoluzione iraniana

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L’ayatollah Khomeini di fronte a una folla oceanica che lo acclama.
È l’11 febbraio 1979. l’Iran mette fine a duemila anni di governo monarchico degli Shah, e inaugura l’era della Repubblica islamica.

Khomeini era il più popolare dei leader religiosi che avevano guidato il movimento di protesta contro il regime di Reza Pahlevi. Lo Shah era stato costretto ad andare in esilio il 16 gennaio, lasciando un governo ogni giorno più debole, ormai incapace di contenere le proteste.

31 anni dopo, c‘è ancora chi ricorda quei giorni con orgoglio. Questo tassista contribuì alla caduta dello Shah: “A quell’epoca, quasi tutti scendevano in piazza ogni giorno, e nessuno restava a casa. Giovani, vecchi, donne e uomini scendevano in strada…”

“Nomino questo governo con il sostegno del popolo”, diceva allora Khomeini, tornato in Iran il 1°febbraio dopo 15 anni d’esilio. L’ayatollah galvanizzò il malcontento popolare contro il regime autoritario e filo-occidentale di Reza Pahlevi.

Khomeini fu fotografato più volte da Sobhan Gholi Kohanbani.

Il celebre fotografo iraniano rievoca le rivendicazioni della popolazione nel febbraio del 1979: “Volevano libertà, conforto e sicurezza. Volevano anche migliorare le loro condizioni di vita. Ma soprattutto, volevano farla finita con il regime monarchico. Non lo amavano più”.

La monarchia venne sostituita da una teocrazia: qualunque influenza dall’Occidente fu bandita, e le donne furono obbligate a coprirsi il capo. Nel dicembre successivo, l’ayatollah Ruollah Khomeini fu consacrato per referendum Leader Supremo della Rivoluzione, la massima autorità politica e religiosa del paese.