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Yanukovinch, l'ora del riscatto

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Yanukovinch, l'ora del riscatto

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Per Viktor Yanukovich è il giorno della rivincita. Da grande sconfitto dalla rivoluzione arancione nel 2004, ribalta oggi le previsioni che lo volevano ormai solo un uomo del passato.
L’ingresso nella Commissione elettorale centrale per ritirare la tessera di candidato alle presidenziali alla testa del Partito delle Regioni, segna il ritorno nell’arena politica da protagonista.

Nato nella regione mineriaria del Donetsk cinquantanove anni fa, orfano di madre, sembrava destinato ad una carriera criminale viste le condanne per rapina e rissa collezionate in gioventu’, a salvarlo secondo i detrattori la longa manu del KGB.

“Il mio obiettivo è riportare l’ordine nel paese- ha detto nel primo discorso della campagna elettorale-Altra priorità sconfiggere la povertà e rafforzare lo Stato. Il nostro programma “Ucraina per il popolo” è la chiave per riuscirci”.

E’ premier nel 2006, quando si dimostra abile ad approfittare delle divisioni nel tandem arancione Yushenko – Thimoshenko.

In vista dell’appuntamento con le urne ritocca la propria immagine pubblica circondandosi di consulenti Usa. Negli ultimi anni Ianukovich mostra un progressivo allontanamento da Mosca pur sempre ribadendo di voler migliorare i rapporti con la Russia.

Contrario all’ingresso nella Nato e ad un Trattato per la sicurezza collettiva tra paesi dell’est si è detto favorevole alla prosecuzione del processo di integrazione europea.