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Teheran comincerà domani la produzione di uranio arricchito al 20%. Questo, almeno, l’ordine impartito domenica dal presidente Ahmadinejad all’agenzia iraniana per l’energia atomica, nel corso di una fiera sulle tecnologie laser. Linea dura, che smentisce le aperture degli ultimi giorni e provoca l’immediata reazione della comunità internazionale. Ferma la condanna di Londra. Berlino e Washington invocano nuove sanzioni.
Un appello ribadito a Roma dallo stesso Robert Gates. Ricevuto dal Ministro La Russa, il segretario americano alla Difesa ha bollato come “molto deludente” la decisione di Teheran e invitato l’Occidente a fare fronte comune. “Se la comunità internazionale si dimostrerà unita nell’esercitare pressioni sul governo iraniano – ha detto -, ritengo che ci sia ancora margine perché diplomazia e sanzioni sortiscano l’effetto desiderato”.

Una stoccata che dall’Italia sembra puntare dritta alla Cina: membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, già dichiaratosi apertamente contrario a nuove sanzioni contro Teheran.

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