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L'Ucraina verso una coabitazione di governo esplosiva

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L'Ucraina verso una coabitazione di governo esplosiva

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Un’Ucraina forte, indipendente e neutrale. È la promessa che ha proiettato Viktor Yanukovic sul seggio presidenziale. Il leader del partito delle Regioni ha puntato su slogan semplici, diretti, efficaci, su un’Ucraina il cui “vero nemico – ha detto – è la povertà”. Un messaggio chiaro che gli elettori hanno colto in pieno.

Il 2009 è stato infatti catastrofico per l’economia ucraina: il prodotto interno lordo è calato del 15 per cento, il deficit di bilancio è fra l’8 e il 10 per cento del Pil e gli investimenti stranieri sono crollati del 50 per cento rispetto al 2008.

La crisi mondiale ha messo a nudo le debolezze del paese. L’ex presidente Leonid Kuchma aveva espresso le sue preoccupazioni poco prima del ballottaggio: “Siamo indebitati fino al collo, e uscirne sarà così difficile e ci vorrà così tanto tempo, che non invidierò di certo il futuro presidente e il futuro governo”.

Il futuro presidente ora c‘è, ma il capo del futuro governo chi sarà? Ecco la domanda ancora senza risposta.

Secondo l’analista russo Nikolai Petrov, Yanukovich non sarà il solo a decidere, al contrario: “Mi aspetto che Yanukovich governi come Sua Maestà in Gran Bretagna, nel senso che non parteciperà al processo decisionale su base giornaliera, e che sarà relegato a un ruolo di rappresentanza. Molto dipende da chi governerà per conto di Yanukovich”.

Chi governerà l’Ucraina? Sembra paradossale chiederselo all’indomani delle elezioni presidenziali, ma le urne non hanno affatto messo fine alla paralisi politica, prevede l’analista ucraino Andriy Okara: “Ci aspetta una lunga campagna di riconteggio dei voti. E la conclusione sarà quel che chiamiamo ‘un accordo di cartello’. Questo significa che il potere sarà condiviso fra il clan di Donetsk, cioè Ianukovich, e Iulia Tymoshenko”.

La pasionaria della rivoluzione arancione, che è ancora primo ministro, conserva una fragile maggioranza in parlamento. La coabitazione, fino alle politiche del 2011, si annuncia esplosiva.