ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Ue: l'esame dei commissari al parlamento

Lettura in corso:

Ue: l'esame dei commissari al parlamento

Dimensioni di testo Aa Aa

Per una settimana i commissari sono stati messi sotto torchio dagli eurodeputati.

Competenza, abilità e anche una buona condotta morale sono stati il metro di giudizio usato a Bruxelles per promuovere la squadra selezionata dal presidente Barroso per il suo secondo mandato.

Non si è trattato di un colloquio pro-forma. Anzi.

Lo può dire a voce alta la candidata bulgara Rumiana Jeleva, commissaria designata al dicastero della Cooperazione e aiuti umanitari.

Contro di lei gli eurodeputati hanno affilato le unghie accusandola di incompetenza e irregolarità finanziarie.

Non contenti sono andati a frugare nella vita e negli affari del marito, trovandoli poco cristallini.

La testa di Jeleva è caduta.

Gli europarlamentari avrebbero voluto far cadere anche la testa del ministro degli Esteri, la baronessa Cathrine Ashton.

Accusata di pochissima esperienza per ricoprire l’importante ruolo, ha sfoderato una simpatia e una sicurezza non comune, forte del fatto che la sua scelta è stata frutto di un delicato compromesso tessuto sottobanco dagli stati membri.

In sostanza non esisteva un’alternativa valida alla Ashton, che infatti resta.

Giunto sotto i peggiori auspici di fronte alla commissione esaminante, Michel BArnier, veterano della politica francese, nonché europea, ha fatto un figurone.

Designato al mercato interno, non piaceva ai britannici e ai liberali.

Sfoggiando un inglese brillante, ha ammesso di aver preso lezioni, ha incantato la platea con la sua ricetta per riformare il mercato unico.

Accedete alla nostra edizione speciale