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Iran: a Monaco di Baviera finte aperture e passi indietro

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Iran: a Monaco di Baviera finte aperture e passi indietro

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Passi avanti e smentite si alternano a Monaco di Baviera, dove è in corso la Conferenza sulla Sicurezza, incentrata sulla questione del nucleare iraniano. La notte scorsa il ministro degli esteri di Teheran, Manucher Mottaki, aveva detto di sentire vicino un accordo. Stamattina la gelata statunitense: “nessun passo avanti”, ha detto Robert Gates, segretario di Stato americano alla difesa. Nel pomeriggio Mottaki ha incontrato il segretario generale dell’Aiea, Yukiya Amano, ed ha parlato di incontro fruttuoso. Amano però ha detto che Mottaki non ha presentato nessuna nuova proposta.

Il consigliere statunitense per la sicurezza nazionale , James Jones, insiste per le sanzioni: “Teheran deve far fronte alle proprie responsabilità, o avrà sanzioni più dure e forse sarà anche più isolata. Stiamo rischiando una corsa al riarmo nucleare nel Medio Oriente, con possibili conseguenze su scala mondiale. E questa è una minaccia di massimo grado per la sicurezza collettiva”.

Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Germania e Gran Bretagna chiedono che l’Iran faccia arricchire all’estero almeno il 70% del proprio uranio, per essere certi che non venga usato a scopo militare.
L’Iran si è detto pronto ad arricchire l’uranio come richiesto, ma riservandosi di decidere le quantità da inviare all’estero. Una condizione che non garantirebbe dall’uso militare della parte restante, e quindi una soluzione appare ancora lontana. Il negoziato prosegue, ma cresce il timore che si trasformi in un dialogo tra sordi.