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Botta e risponsta tra Pechcino e Washington sul commercio

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Botta e risponsta tra Pechcino e Washington sul commercio

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E’ ormai un dialogo tra sordi quello in corso tra Peechino e Washington sul commercio. Ogni pretesto è buono, La guerra è iniziata con Google con la chisura del sito web in Cina con conseguenti proteste da parte degli Stati Uniti. Una battaglia proesguita con la decisione di tassare l’import americano di prodotti tessili cui si aggiungono i dazi eccezionali sui pneumatici made in China: a nulla sono serivite le accuse di protezionismo. Risultato l’amministrazione Obama tira dritto per la sua strada pornta a mettere il dito là dove fa male: vedi il capitolo dei diritti umani. Oggi l’interscambio commerciale Cina- Stati Uniti é tutto favorevole a Pechino: oltre duecento miliardi di dollari di deficit per Washington.

Una situzione che è destinata a durare ancora quaalchee tempo. Nonostante le accuse di Washington di gonfiare artificialmente il prezzo delle merci americane sul mercato con conseguente riduzione altrettanto artificiale dei prodotti cinesi su quello americano a Pechino rimandono al mittente le accuse sul cambio troppo bassso yuan dollaro. Secondo il Tesoro americano il rapporto tra le due valute è troppo favorevole alla moneta locale grazie alla politica cinese dei cambi fissi. Come dire che Washigton chiede la libera fluttuazione dello yuan. Ci vuole tempo ribattono a Pechino. Ma fino a quando?