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Aliev: "la nostra pazienza ha un limite”

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Aliev: "la nostra pazienza ha un limite”

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Ilham Aliev è il presidente dell’Azerbaijan, paese del Caucaso ricco di idrocarburi che gioca un ruolo chiave nel Caucaso meridionale. Gli Aliev hanno governato l’Azerbaijan da almeno 50 anni. Heydar Aliev prima, il figlio Ilham poi, diventato presidente per successione dinastica di tipo sovientico nel 2003 – era l’unico candidato. Con gli incassi dei prodotti energetici, Aliev sostiene di aver portato prosperità al paese, ma i poveri sono ancora il 24 per cento. E la stabilità è appesa a un filo: all’orizzonte, incombe la minaccia del conflitto irrisolto con l’Armenia, un conflitto a bassa intensità messo tra parentesi da un coprifuoco che dura da 16 anni.

La giornalista di Euronews Laura Davidescu si è recata a Baku, la capitale, per un’intervista esclusiva.

Euronews:
Q: Benvenuto su Euronews. Parliamo prima di tutto del Nagorno Karabak. Quali sono secondo lei le probabilità di una risoluzione pacifica del conflitto?

Ilham Aliev:
Nutriamo forti speranze in una risoluzione pacifica perchè è la conclusione naturale di un processo iniziato anni fa. Naturalmente tutto dipende dalla volontà dell’Armenia di adeguarsi alle norme internazionali ritirando le truppe dai territori internazionalmente riconosciuti come parte dell’Arzerbaijan.

Dunque se ho capito bene lei è piuttosto ottimista…

Ilham Aliev
Le proposte avanzate dai mediatori si basano sul ripristino dell’integrità territoriale dell’Azerbaijan, e cioè sul ritiro delle truppe dell’Armenia da tutti i territori occupati, ritiro oltre i limiti amministrativi del Nagorno Karabak, e sul rientro della popolazione dell’Azerbaijan in quelle terre, seguito dal ripristino
delle comunicazioni.

Euronews
Lei ha detto che se gli armeni non ritirano le truppe dai 7 territori occupati in Azerbaijan e non restituiscono quei territori, lei si riapproprierà di quelle terre con un’offensiva militare. E’ ancora di questo avviso?

Ilham Aliev
Questo è uno dei diritti fondamentali dell’Azerbaijan, come ho detto prima, accordatoci da organizzazioni internazionali incluse le Nazioni unite. Non possiamo lasciare che il conflitto si cristallizzi ancora così per altri 15 anni.

Euronews
E’ così congelato da 16 anni…

Ilham Aliev
Certo… è ora di porre fine a tutto questo, e con mezzi pacifici. Ci stiamo lavorando, ma la nostra pazienza ha un limite.
Spero che ciò che è stato raggiunto in termini di accordi prima e ciò che raggiungeremo nel 2010 servirà a porre fine al conflitto e a portare la pace nel Caucaso.

Euronews:
Parliamo dell’indipendenza del Nagorno Karabak: farete concessioni su questo?

Ilham Aliev
L’Azerbaijan non accetterà mai l’indipendenza del Nagorno Karabak nè alcun tipo di meccanismo che conduca a una secessione. Uno status provvisoriio per il Nagorno karabak potrebbe essere una delle soluzioni.
Viviamo insieme…ci sono armeni che vivono qui, azeri che vivevano in Armenia, in passato questo non era un problema.
Ci deve essere una riconciliazione…poi ci sarà un dialogo e si vedrà quale sarà lo status finale del Nagorno Karabak.

Euronews
Anche se è prematuro parlare di un accordo tra Turchia e Armenia, come ha accolto la notizia di un riavvicinamento di questi due paesi sul Nagorno Karabak? Come un’opportunità o come una minaccia?

Ilham Aliev:
Ci preoccupa il fatto che se questo avviene senza alcun progresso sul Nagorno Karabak, le prospettive di pace diventeranno molto deboli…Cosa accadrà poi?
Secondo noi, tutto ciò creerà altre difficoltà nella regione, per questo credo che oggi ci sia un’opportunità rara, con il processo di riavvicinamento Turchia Armenia. Anche i negoziati trqa Azerbaijan e Armenia sono alla fase finale, è il momento di unire le forze in modo che nessuno dei paesi del Caucaso si senta isolato, nessuno senta che i suoi interessi sono dimenticati. Se questo accadesse, le tensioni sarebbero inevitabili.

Euronews:
Il suo paese si picca di essere stata la prima repubblica democratica del mondo musulmano, prima di venire annessa con la forza all’Unione Sovietica. Cosa risponde a coloro che la accusano di guidare il suo paese come una dittatura post sovietica?

Ilham Aliev
Queste espressioni ci insultano. A volte siamo al centro di attacchi ingiustificati e di parte, sui mass media internazionali, o da parte dei cosiddetti attivisti per i diritti umani. Questi tentativi di dipingere l’Azerbaijan come un paese non democratico non sono assolutamente accettabili. Comprendiamo che l’importanza dell’Azerbaijan cresce e con questa i tentativi di esercitare un’influenza su di noi da motte parti del mondo.

Euronews
E cosa ci dice a proposito di coloro che ritengono che l’opposizione in Azerbaijan non ha una vera chance e che molti dei suoi oppositori sono stati messi sotto silenzio?

Ilham Aliev
Cosa dire… sta alla gente decidere. Se l’opposizione è debole, non è colpa nostra. E posso dirle perchè l’opposizione è attualmente disastrata: le condizioni di vita della popolazione sono nettamente migliorate. Nel 2009 in piena crisi globale, la nostra economia è cresciuta del 9,3 per cento, l’industria dell’8,6 per cento, l’inflazione è all’1,5 per cento, e abbiamo riserve in moneta estera di oltre 20 miliardi di dollari. In queste circostanze, cosa ha da dire l’opposizione? Solo critiche? Ebbene, ci criticano tutti i giorni e noi non abbiamo nulla da obiettare.

EURONEWS
ma nel marzo del 2009 c‘è stato un referendum con il quale sono stati aboliti i termini costituzionali per la presidenza. Ha intenzione di restare in carica indefinitamente?

Ilham Aliev
Quella legge non è stata fatta per me su misura… è una pratica che esiste in molti paesi…

Euronews:
Non in paesi democratici

Ilham Aliev:
Beh, dipende.. se c‘è un re, che è un capo di stato, di nome, e un primo monistro che può venire eletto per cinque volte, non è diverso da quello che facciamo qui. Basta dare un’occhiata ai paesi europei…

Euronews
Lei si considera un re?

Ilham Aliev:
No, no – Mi considero a capo del potere esecutivo, che nel caso dei vostri paesi è il primo ministro, il quale può venire eletto molte volte. Perchè privare la gente di questa prerogativa? Gli elettori possono afre le loro scelte…possono scegliere chi vogliono…e la democrazia è molto viva in Azerbaijan.
Noi non interferiamo con gli affari interni dei vostri paesi, anche se ci sono cose che non ci piacciono, che vorremmo criticare, che troviamo ridicole…ma non ve lo diciamo mai.

Euronews:
Per esempio?

Ilham Aliev:
Noi non diciamo queste cose, siamo educati e rispettosi.
Gli affari interni di un paese, le sue tradizioni, la sua storia, il sistema politico, i comportamenti verso i propri governanti sono cose da lasciare a ciascuna popolazione.

Euronews
Certo, ma l’Azerbaijan è un paese membro del Consigli d’Europa…

Ilham Aliev:
Se qualcuno vuole usare questo fatto per ottenere qualcosa, non lo premetteremo!

Euronews:
Presidente Aliyev, grazie per questa intervista