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Concorde, sogno supersonico di un'epoca di sfide

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Concorde, sogno supersonico di un'epoca di sfide

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24 anni di sogno supersonico. Questo è stato il Concorde, unico aereo commerciale, a esclusione del meno fortunato Tupolev 144, a volare a oltre il doppio della velocità del suono. Nasce come progetto franco-britannico nel 1963, un’epoca in cui il petrolio costava poco più dell’acqua del rubinetto e l’espressione “effetto serra” doveva ancora nascere. Epoca di eccessi e di idealismi, il consumo era un dettaglio. A contare era solo la sfida.

Spiega il nostro specialista Giovanni Magi: “Era soprattutto una questione di prestigio nazionale, nei confronti da una parte degli Stati Uniti, che avevano rinunciato a un progetto del genere, e dall’altra nei confronti dell’Unione Sovietica, che aveva risposto con il Tupolev 144, che entrò in servizio ma venne ritirato subito dopo”.

Ma il Concorde è anche una sfida tecnologica. La sua realizzazione sconvolge i metodi di lavoro nell’aeronautica, e apre le porte a innovazioni che gli sono sopravvissute, non solo i comandi di volo elettrici per gli aerei successivi, ma anche l’Abs delle auto o il teflon delle pentole.

Nel 1976, l’aereo supersonico è finalmente pronto per i voli commerciali, sulle linee Parigi-Dakar-Rio de Janeiro e Londra-Bahrain.

Magi racconta: “E poi ci fu la sfida di superare i limiti, il volo supersonico, volare sull’Atlantico in tre ore e mezzo invece di otto, arrivare a New York, col gioco dei fusi orari, con due ore di anticipo rispetto all’orario di decollo da Londra o da Parigi, ciò che permetteva a uomini d’affari di prendere appuntamenti e di svolgere il loro lavoro in giornata a New York”.

Ma il viaggio a New York costa il triplo di un volo normale, solo un‘élite può permetterselo. Dal punto di vista economico, è un fallimento. E la crisi petrolifera del settantatré non aiuta.

C‘è poi il grosso problema della sicurezza, per un aereo sottoposto a condizioni estreme: “Il supersonico commerciale ha delle caratteristiche e quindi problematiche aerodinamiche completamente differenti da quelle degli altri aerei di linea. Per esempio, l’attrito dell’aria surriscaldava la fusoliera fino a una temperatura di 120 gradi centigradi. A ogni volo il Concorde si allungava di 30 centimetri, i piloti non potevano toccare i finestrini perché si sarebbero scottati”.

Problemi che avrebbero meritato ulteriori ricerche. Ma con 20 esemplari prodotti di cui solo 15 in esercizio, lo sforzo economico richiesto sarebbe stato forse impossibile da affrontare.