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Cina-Usa: tensioni per la vendita di armi a Taiwan

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Cina-Usa: tensioni per la vendita di armi a Taiwan

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Pechino sospende i contatti militari con gli Usa e minaccia sanzioni contro la prima economia mondiale. E’ la reazione all’annuncio della vendita di armi americane a Taiwan, il cui status geopolitico è oggetto di contenzioso da anni con la Cina. Pechino ha parlato di grossolana ingerenza nella politica interna cinese e annunciato misure contro le compagnie americane coinvolte. Alcune reazioni per le strade di Pechino:

-“Queste compagnie sono americane, quindi dovrebbero essere sanzionate. In assenza di sanzioni continueranno a produrre armi per Taiwan.
Noi cinesi siamo contrari al fatto che gli Usa dicano una cosa e ne facciano un’altra”.

-“Penso che il governo cinese debba prendere una posizione anche più dura sulla questione. Dovremmo condannare duramente la vendita di armi a Taiwan. Allo stesso tempo la struttura militare cinese dovrebbe potenziarsi rapidamente”.

Il Pentagono ha firmato un contratto da quasi sei miliardi e mezzo di dollari per la vendita di missili antimisili Patriot, navi anti-mine ed elicotteri Blak Hawk. Primo affare di questo genere firmato sotto la presidenza Obama.

“Di fatto la vendita di armi a Taiwan dice un professore cinese non ha una grossa importanza militare, in quanto il nostro esercito non avrebbe alcun problema in questo momento ad anninetarli. la questione è che la vendita di armi viola principi legali”.

Gli Usa, come la maggior parte della comunità internazionale, non ricornoscono l’autorità di Taipei, ma ne restano i principali alleati economici. Per la Cina si tratta di un’isola ribelle.