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Al via domani il processo sull'incidente del Concorde

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Al via domani il processo sull'incidente del Concorde

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A dieci anni dall’incidente del Concorde, inizia domani a Parigi il processo che cercherà di chiarire le cause della tragedia.

113 persone, quattro delle quali a terra, rimasero uccise il 25 luglio del 2000, quando l’aereo, in fiamme, si schiantò su un albergo due minuti dopo il decollo dall’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi.

Sul banco degli imputati c‘è in primo luogo Continental Airlines. Quattro minuti prima del passaggio del Concorde un DC-10 della compagnia Usa aveva perso sulla pista una barra metallica in titanio, che avrebbe provocato l’esplosione di una gomma dell’aereo supersonico.

Ma l’avvocato di Continental non ci sta: “Questa è solo la versione ufficiale, – dice Olivier Metzner – noi la contesteremo e dimostreremo che l’incendio era scoppiato otto secondi prima che questo pezzo toccasse il Concorde, cioè più o meno 700 metri prima”.

Ma allora che cosa può aver provocato l’esplosione dello pneumatico all’origine dello schianto? Sarebbe stata un’irregolarità del terreno. La ruota non avrebbe resistito all’impatto, a causa di un pezzo mancante al carrello.

Anche le misure di sicurezza del Concorde sono sotto indagine.

Fra gli imputati ci sono due ingegneri di Aérospatiale e un funzionario della sicurezza aerea francese. Rischiano fino a cinque anni di carcere e 75 mila euro di multa.

Sotto accusa, la fragilità dei serbatoi di carburante delle ali.

Ronald Schmid, esperto di sicurezza aerea, spiega: “Le nostre indagini hanno dimostrato che incidenti di questo genere – cioè l’esplosione di una gomma che danneggia le ali – sono avvenuti almeno dieci volte prima di quest’incidente fatale. Perciò penso davvero che sia le autorità sia la direzione di Air France avessero buone, anzi ottime ragioni, per controllare se il Concorde fosse un aereo sicuro”.

Air France e British Airways mandarono definitivamente il loro gioiello in pensione tre anni dopo l’incidente di Parigi.