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Davos, politici e banchieri d'accordo sul riformare della finanza

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Davos, politici e banchieri d'accordo sul riformare della finanza

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E’ necessario riformare il sistema bancario a livello mondiale. Alla vigilia della chiusura del Forum economico a Davos, ministri e capi delle istituzioni internazionali sembrano essere tutti d’accordo.

I guru della finanza finora non ne hanno voluto sentir parlare. Eppure quando le banche se la stavano vedendo brutta i soldi pubblici hanno fatto comodo a più di un istituto.

Di fronte alla gravità della crisi gli Stati non potevano non intervenire con incentivi e salvataggi. Ma è il momento di chiedersi ancora per quanto.

“La questione non è se tre mesi ancora oppure no ha detto il direttore dell’Fmi Dominique Strauss-Kahn . Dovremo andare avanti così per anni. Quanti dipenderà da Paese a Paese. Adesso bisogna mantenere e rafforzare le misure di stimolo dell’economia per il 2010. Rinunciare troppo presto alle politiche di sostegno rischierebbe di portare a una nuova recessione. Ma bisogna stare attenti a non esagerare con la mano pubblica e a far uscire dal controllo il debito”.

Della necessità dell’affiancamento dei governi alle banche è convinto anche l’amministratore delegato di Deutsche Bank Josef Ackermann: “Il nostro settore ha sicuramente beneficiato degli aiuti di Stato e banche centrali. Ma al momento è impossibile valutare i tempi delle exit strategy”.

L’obiettivo è quello di arrivare a una riforma del sistema bancario entro la fine dell’anno per evitare nuove crisi finanziarie. Banchieri e regolatori, dopo l’incontro a porte chiuse a Davos, sembrano essere meno lontani.