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Davos, la forza della tecnologia per portare sviluppo e far uscire dalla povertà

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Davos, la forza della tecnologia per portare sviluppo e far uscire dalla povertà

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La tecnologia come accesso alla conoscenza, per far uscire dalla povertà e dal sottosviluppo. I Paesi dovrebbero investire di più per portare scienza e tecnologia alla portata di tutti.

Di questo si è discusso a una tavola rotonda al Forum economico mondiale di Davos. Tra i partecipanti, anche il presidente israeliano Shimon Peres: “Le economie stanno guardando nella direzione sbagliata, cioè all’aspetto finanziario, ma non al boom scientifico. Eppure non sono le tasche che arricchiscono le nostre menti, è la mente che riempie la tasche”.

Grazie alla tecnologia e a Internet anche studenti di Abuja in Nigeria hanno potuto dare il loro contributo al Forum. Ma nei Paesi in via di sviluppo l’accesso alla Rete è ancora un privilegio.

“Oggi – dice Timothy Berner-Lee, direttore del World Wide Web Consortium – Internet è utilizzata soltanto dal 20% della popolazione mondiale. Si crede che sia una cosa fantastica e disponibile a tutti, ma non è così”.

Imparare attraverso Internet non è soltanto una cosa per giovani. Il computer e la Rete sono anche il futuro per la formazione e la preparazione degli adulti in qualsiasi campo professionale.

Anche nella polizia, come spiega il capo dell’Interpol, Ronald K. Noble: “Uno dei settori dove stiamo concentrando i nostri sforzi è la creazione della prima accademia internazionale anti-corruzione. Le polizie di tutto il mondo imperarenno con l’e-learning come prevenire i reati legati alla corruzione”.

Povertà, cambiamento climatico, crisi finanziaria. A Davos sono state pensate soluzioni diverse, ma tutte passano attraverso l’istruzione e la tecnologia.

Internet deve entrare di più nelle scuole, nei ministeri e nei mezzi di comunicazione.