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Dalla Francia alla Danimarca, il dibattito sul burqa attraversa l'Europa

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Dalla Francia alla Danimarca, il dibattito sul burqa attraversa l'Europa

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La Francia fa un ulteriore passo verso il divieto di indossare il burqa nei luoghi pubblici. Il primo ministro François Fillon ha chiesto al Consiglio di Stato di studiare le soluzioni giuridiche per la messa al bando del velo integrale, per arrivare a un un progetto di legge da presentare all’assemblea nazionale.

Martedì, la commissione parlamentare che per sei mesi ha esaminato l’argomento ha presentato un rapporto nel quale suggerisce misure per scoraggiare l’uso del velo.

L’Italia vorrebbe prendere esempio dalla Francia, il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna ha promesso un provvedimento in tempi brevi sostenendo che il velo integrale è un segno di oppressione delle donne.

In Danimarca il governo liberal-conservatore non imporrà un divieto ad hoc, ma ritiene sufficiente l’applicazione dei provvedimenti già in vigore. Il governo si dice determinato a combattere una concezione della donna che la priva di interagire nella società.

“Non vogliamo che i funzionari pubblici indossino il burqa o il niqab”, afferma il primo ministro danese Lars Lokke Rasmussen. “Qualunque persona deve essere identificabile quando prende l’autobus o quando gli viene controllato il passaporto. Dobbiamo garantire che le regole siano applicate”.

Nel Paese scuole e datori di lavoro possono già richiedere a studenti, insegnanti e dipendenti di mostrare il volto.

Secondo un recente sondaggio il 71 per cento degli italiani è favorevole a un divieto, gran parte degli elettori del centrodestra approva l’iniziativa francese, divisi quelli di centrosinistra.