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Blair non si scusa e difende la guerra in Iraq: "Saddam era una minaccia"

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Blair non si scusa e difende la guerra in Iraq: "Saddam era una minaccia"

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Nessun rimorso, nessuna scusa. Tony Blair ha difeso la sua scelta di schierarsi accanto agli Stati Uniti nella guerra in Iraq. “Se si dovesse rifare, lo rifarei”, ha affermato l’ex premier britannico davanti alle commissione Chilcot, aggiungendo che non ci fu nessun patto segreto con George Bush.

Secondo Blair dopo l’11 settembre cambiò la percezione della situazione, non si poteva correre il rischio che il regime di Saddam Hussein sviluppasse armi di distruzione di massa e l’intelligence aveva chiaramente indicato che ne era in possesso.

“Ho pochi dubbi che se avessimo lasciato lì Saddam Hussein”, ha detto Blair, “adesso ci troveremmo di fronte a una situazione in cui l’Iraq farebbe concorrenza all’Iran sulle capacità di sviluppare armi nucleari e il sostegno a gruppi terroristici”.

Blair ha poi riconosciuto che ci sono stati errori di valutazioni sul dopo-guerra, perché nessuno aveva previsto il ruolo di Al Qaeda e dell’Iran.

Fuori dall’edificio in cui parlava in centinaia hanno contestato Blair il Bugiardo. C’erano anche i familiari dei 179 soldati caduti in Iraq. Tra la folla la rabbia e la delusione per le parole dell’ex premier che ha difeso senza tentennamenti la sua posizione.

“Sia giudicato per crimini di guerra davanti alla Corte Penale internazionale dell’Aja”, hanno reclamato in massa i manifestanti.