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150 anni di Cechov. Festa anche a Pechino

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150 anni di Cechov. Festa anche a Pechino

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Dodici mesi nel segno di Anton Cechov. E’ il 2010 con cui il teatro omaggia i 150 anni dello scrittore e drammaturgo russo del “Gabbiano” e “Zio Vanja”. Epicentro delle celebrazioni è Mosca, che dopo gli spettacoli di questi giorni, ospiterà da maggio la IX edizione del Festival Internazionale Cechov. La sua opera è stata oggetto anche di una conferenza, che ha richiamato nei pressi del Cremlino i più grandi nomi di cinema e teatro.
“Riconosco a Cechov almeno la stessa importanza della tragedia greca e di Shakespeare – il parere di Peter Stein -. Insieme a loro incarna uno dei tre pilastri su cui poggia il teatro europeo. I greci l’hanno inventato, Shakespeare lo ha ripensato per i tempi moderni e Cechov ha fatto lo stesso per il XX secolo”.
Maestro del racconto breve, equiparato da George Bernard Shaw a Tolstoi e Turgenev, Cechov ha incassato anche la sentita dichiarazione di Andrei Konchalovski. “Lo amo – ha detto il cineasta russo – perché lo considero vero cibo per la mente. Fin dalle sue prime opere mi ha semplicemente aiutato a star meglio”.
In principio anche medico per affrancarsi dalle umili origini, Cechov è già da questi giorni protagonista nei quattro angoli del pianeta. Oltre a Mosca, Londra e New York, spettacoli e omaggi alla sua opera hanno toccato addirittura Pechino.