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Il giorno della verità di Blair, l'ex premier davanti alla commissione sull'Iraq

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Il giorno della verità di Blair, l'ex premier davanti alla commissione sull'Iraq

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La guerra in Iraq gli è già costata il terzo mandato da premier e la presidenza dell’Unione Europea. Davanti alla commissione di inchiesta britannica Tony Blair oggi è chiamato a dare spiegazioni a sette anni di distanza.

Ci saranno anche le famiglie dei caduti, come quella di Gordon Pritchard cui Blair strinse la mano nel 2005. Protesteranno davanti all’edificio che ospita l’audizione. Dal 2003 sono morti 179 soldati.

“Tony Blair voleva seguire gli americani nella loro grande avventura”, afferma Bill Pritchard, padre di Gordon. “E questa è una vecchia frase: combatterò per la libertà fino all’ultima goccia di sangue. Tony Blair voleva far questo. Un altro passo sulla strada della sua celebrità”.

Armi di distruzione di massa: l’impegno di Blair al fianco degli Stati Uniti si basò innanzitutto su questo argomento, corroborato nel 2002 secondo l’allora premier da un dossier dell’intelligence.

La stessa intelligence però secondo funzionari già ascoltati dalla commissione presieduta da John Chilcot giorni prima dell’invasione indicò che l’arsenale era stato smantellato. Avvocati del governo e alti diplomatici all’epoca avevano affermato che la guerra era illegale senza una risoluzione dell’Onu.