ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Stato dell'Unione: "il discorso di un presidente Usa in difficoltà". Intervista a Nicole Bacharan

Lettura in corso:

Stato dell'Unione: "il discorso di un presidente Usa in difficoltà". Intervista a Nicole Bacharan

Dimensioni di testo Aa Aa

-Nicole Bacharan, storico e specialista degli Stati Uniti. Buon giorno. Barack Obama ha pronunciato la notte scosa il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione, un atto sempre molto forte per un presidente americano. Obama ha messo l’accento sull’economia, in particolare sul lavoro. Sarà la sua priorità nel 2010?

“Si è un presidente effettivamente in difficoltà che ha pronunciato il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione. L’atmosfera non è più quella post- elettorale, quella del suo insediamento. La priorità effettivamente è il lavoro. Su quello viene e verrà giudicato. Oltre il 10% degli americani è disoccupato, per questo Obama ha puntato sull’impiego. Più di un milione di posti sono stati salvati, ha detto, grazie ai programmi di rilancio. Obama ha puntato anche sugli investimenti pubblici riguardanti le infrastrutture e l’energia, per creare impiego. Fondamentali anche gli aiuti. Parliamo di incentivi fiscali alle piccole e grandi imprese affinché sviluppino la produzione e assumano”.

-Quindi Obama giustamente ha parlato di impiego, ma ha anche rinnovato l’attacco contro le banche e contro una parte di Wall Street. Ci può spiegare perché? Perché questa nuova offensiva contro le banche?

“E’ questa volontà di regolamentare le banche. Non appartiene solo a Obama, la si vede anche in Europa. Corrisponde all’intenzione del presidente americano di mostrarsi vicino alla gente. Perché c‘è questa preoccupazione popolare di vedere da una parte gente con una vita molto molto difficile, che perde il proprio lavoro e dall’altra le banche, che prosperano grazie ai fondi pubblici, e all’intervento pubblico. Questo non è più accettabile. E queste sono le origini del messaggio di scontento degli elettori in Massachusetts, dove i democratici hanno perso e dove Obama ha perso”.

-Barack Obama, l’abbiamo visto, si è concentrato sulla politica interna, ma ha parlato anche di esteri, della lotta contro il terrorismo e dell’Iraq.

“E’ normale perché è un presidente americano eletto per occuparsi degli americani e quindi dello stato dell’economia. Quindi il piccolo spazio dedicato alla politica estera mostra chiaramente quali sono le sue priorità, almeno per farsi capire dagli elettori. Ma non può dimenticare, e non dimentica, che è anche il comandante di un paese in guerra, con due guerre. Ha dimostrato che il progetto di ritiro progressivo dall’Iraq si sta compiendo e ha ricordato il suo impegno ancora più forte per l’Afghanistan, come i successi contro Al Qaeda, e l’impegno ancor più forte in Pakistan, nello Yemen, in Somalia. Non possiamo dire che sia un presidente pacifista”.