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Le vittime dell'Olocausto commemorati ad Auschwitz

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Le vittime dell'Olocausto commemorati ad Auschwitz

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È un Benyamin Netanyahu commosso, a parlare alla cerimonia di commemorazione della liberazione di Auschwitz. Il premier israeliano, ospite d’onore delle autorità polacche, ha pronunciato un discorso in ebraico, ricordando le preghiere recitate dagli ebrei prima di essere mandati a morire nelle camere a gas.

Fa freddo, ad Auschwitz, 65 anni dopo quel 27 gennaio in cui il campo di sterminio nazista fu liberato dall’Armata Rossa.

Ma fa ancora più freddo, dentro i cuori di chi è sopravvissuto solo per ricordare gli orrori di quegli anni.

Sopravvissuti che sono ormai sempre meno. Quest’anno a riunirsi erano solo un centinaio. Cinque anni fa erano più di duemila. Per molti di loro, oggi è stata l’ultima occasione di incontrarsi in questo luogo di martirio, rendendo omaggio a chi non ha avuto la fortuna di sopravvivere, più di un milione di persone, per la maggior parte ebrei, ma anche polacchi non ebrei, rom, prigionieri di guerra, ribelli, e altri ancora.

Oggi, questo simbolo delle atrocità naziste è un museo, una testimonianza che però il tempo rischia di cancellare. Per questo il governo polacco ha creato un fondo speciale per la conservazione di Auschwitz. E per questo l’Onu ha istituito la giornata internazionale della memoria.