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Opel: continua il braccio di ferro con i sindacati

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Opel: continua il braccio di ferro con i sindacati

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Il braccio di ferro alla Opel di Anversa continua.
 
A dar man forte agli operai belgi, i rappresentanti sindacali arrivati da Germania, Polonia, Spagna  e Regno Unito.
 
 I sindacati  hanno annunciato di congelare tutti gli altri negoziati in corso a livello europeo fino a quando la decisione di chiudere l’impiato di Anversa non verrà ritirata.
 
Peter Scherrer, segretario generale della Federazione europea dei metalmeccanici.
 
‘‘Non ci saranno sacrifici  e concessioni da parte dei sindacati e dei lavoratori in altri stabilimenti, niente, se questa decisione non sarà rivista. La codizione è che si riveda la decisione di chiudere Anversa”.
 
Lo stabilimento di Anversa conta 2600 dipendenti, la sua chiusura è il primo passo della ristrutturazione annunciata da GM.
 
Werner Dillen, dell’ACV, Opel di Anversa:
“Penso che sia giunto il tempo per un ‘Europa sociale, altrimenti le multinazionali ne approfitteranno, chiederanno ai governi quattrini per mantenere aperti gli stabilimenti. Abbiamo bisogno di un’europa che sia unita”.

Peter Giesser,  IG Metall: 
 
“Ovvio che i politici ci sostengono, ma Gm dovrebbe fare altrettanto. E da quanto ho sentito GM non vuole il denaro che il governo belga ha messo loro a disposzione. Non vuole e basta. Si tratta semplicemente di una scelta politica”.
 
General Motors ha annunciato  un taglio di   8300 posti di lavori  su 48 mila in tutta Europa.