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Irlanda del Nord: l'ombra della crisi politica

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Irlanda del Nord: l'ombra della crisi politica

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Sotto l’egida dei primi ministri britannico e irlandese Gordon Brown e Brian Cowen, sono riprese martedì mattina le negoziazioni a Belfast,
per scongiurare la crisi politica in Irlanda del Nord.
A dividere nuovamente i cattolici dello Sinn Fein e i protestanti del partito unionista, che governano insieme il paese, è il trasferimento dei poteri di giustizia e polizia da Londra a Belfast.
I primi ritengono che il passaggio dovrà essere immediato, i secondi chiedono una transizione graduale di queste due delicate aree di governo al potere locale.
Il raggiungimento di un accordo fra le parti rappresenta l’ultimo ostacolo per una applicazione duratura degli accordi di pace del “Venerdì santo”, firmati nel 1998, che misero fine a trent’anni di lotte civili e che provocarono 3500 morti.

“Tutti noi crediamo sia essenziale, per il bene dell’Irlanda del Nord, avere un’area in cui convivere pacificamente in futuro. Vogliamo vedere attuata una corretta devoluzione”, ha detto il leader degli unionisti Peter Robinson; la sfida sarà raggiungere un accordo con tutte le parti in causa”.

Uno degli aspetti collaterali della devoluzione dei poteri di giustizia e polizia a Belfast, che preoccupa le parti in causa, è la gestione delle “parate”: le manifestazioni che spesso hanno visto disordini tra comunità cattolica e protestante.