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Haiti: lotta per il cibo e un tetto

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Haiti: lotta per il cibo e un tetto

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Del cibo e un tetto: gli haitiani domandano in primis questo alla comunità internazionale. In molti quartieri di Port-au-Prince la gente dice di avere fame, di non sapere dove si trovino esattamente i punti di distribuzione degli aiuti. Ma la situazione è ancora peggiore fuori dalla capitale, dove centinaia di migliaia di persone si sono rifugiate e stanno cercando di sopravvivere senza beneficiare di alcun aiuto.

Non abbiamo ricevuto nulla”, dice un uomo. “Sto cercando di fare tutto da solo. Non ho visto arrivare nessuno qui, e mi sono dovuto arrangiare in qualche modo perché sto dormendo fuori. Qua non c‘è nessuno che mi aiuti”.

Haiti ha chiesto altre 200mila tende, ma l’Onu sta pensando a strutture adatte ad affrontare la stagione delle piogge di aprile.
A Montréal la comunità internazionale dei paesi donatori ha previsto che per la ricostruzione ci vorranno dai cinque ai dieci anni. Il punto verrà nuovamente fatto in marzo alle Nazioni Unite.

“Non si tratta di un meeting per lamentarci o per mostrare compassione”, ha detto il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner. “Si tratta di lavorare per il domani. Con questa determinazione ci mostreremo agli amici di Haiti”

In 30 secondi Haiti ha perso il 60% del suo prodotto interno lordo.