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Terremoto ad Haiti: viveri anche nella bidonville

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Terremoto ad Haiti: viveri anche nella bidonville

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Tredici giorni dopo il sisma, gli aiuti ad Haiti arrivano anche nel quartiere Cité du Soleil, tra i più malfamati della capitale Port-au Prince. In fila a centinaia stamane hanno atteso cibo e acqua.
Tra le critiche per la lentezza nella distribuzione e continue repliche sismiche, l’ultima ieri notte, è previsto l’arrivo di nuovi contingenti internazionali a sostegno della popolazione. Un portavoce delle Nazioni Unite:
 
“Le truppe che arriveranno aumenteranno la nostra capacità di distribuzione del cibo e le nostre capacità logistiche”.
 
Se le operazioni sono gestite sul campo dagli Usa, l’Unione Europea è il maggior donatore con 420 milioni di euro promessi. Seguono Stati Uniti e Giappone con 83 e 49 milioni già stanziati.
 
Oggi a Montreal, in Canada, il premier haitiano incontra una serie di rappresentanti internazionali tra cui il segretario di stato americano Clinton, per fare il punto della situazione, coordinare gli aiuti e cominciare a programmare la ricostruzione. 
 
Tre milioni di persone sono rimaste ferite o senza casa in seguito al terremoto del 12 gennaio. Circa 610 mila haitiani sono attualmente ospitati in 500 campi di accoglienza. Per gli organismi di soccorso sarebbero necessarie almeno altre centomila tende.
Quanto al numero delle vittime, i morti accertati sono  circa 150 mila, ma si teme che sotto le macerie siano intrappolati altri 200 mila corpi.