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Incidente volo Ethiopian, il presidente libanese: "Improbabile il sabotaggio"


Libano

Incidente volo Ethiopian, il presidente libanese: "Improbabile il sabotaggio"

Le unità della marina impegnate nelle ricerche del Boeing 737 di Ethiopian Airlines precipitato in nottata davanti alle coste libiche, hanno recuperato i corpi di due delle 90 persone che vi si trovavano a bordo. 7 i membri dell’equipaggio, e 83 i passeggeri, in maggioranza libanesi ed etiopi.

Pochissime le speranze di trovare qualche superstite. L’aereo, diretto ad Addis Abeba, ha perso il contatto radio con la torre di controllo di Beirut subito dopo il decollo, precipitando in mare a meno di cinque chilometri dal litorale.

“Verso le 2 e mezza”, spiega un testimone oculare, Khaled Nasser, “si è vista una grande palla di fuoco, in movimento, cadere verso il basso. Io l’ho vista come se fosse in mezzo a due case. A un tratto il fuoco è piombato in mare a qualche chilometro da qua”.

Alla notizia dell’incidente, molti familiari dei passeggeri si sono diretti verso un ospedale di Beirut. Qui li ha incontrati il primo ministro, Saad Hariri.

La inchiesta avviata dalle autorità libanesi dovrà accertare le cause del disastro, che colpisce una compagnia considerata tra le più sicure del continente africano.

Secondo il presidente della repubblica Suleiman, tuttavia, ha definito “molto improbabile” la ipotesi del sabotaggio.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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