ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Haiti: un paese da ricostruire. Anche politicamente

Lettura in corso:

Haiti: un paese da ricostruire. Anche politicamente

Dimensioni di testo Aa Aa

Ad aggravare la devastazione di un paese, ci può essere solo la devastazione della sua capitale, là dove sono concentrate le risorse principali, politiche, economiche, logistiche. È quel che è successo a Port-au-Prince, capitale di un paese dall’economia già in ginocchio prima del sisma, e che ci metterà parecchio a rialzarsi.

La famiglia di Fritz Mevs è una delle più ricche di Haiti. Questo leader dell’importazione del petrolio ha perso molto nel terremoto, ma dice di aver anche ricevuto una lezione di umiltà, e promette che userà le sue ricchezze per aiutare a ricostruire:
“Il terremoto non sceglie i quartieri buoni o cattivi, o i quartieri ricchi. È stato così terribile che ha colpito tutti, gente della strada, lavoratori, gente che ora non ha una casa o un posto dove andare. Questo terremoto è stato definito l’evento più democratico mai accaduto nella storia di Haiti”.

Un’ironia tragica che però non sembra vera per tutti. Perché chi ne ha i mezzi può permettersi di andarsene. E andandosene le classi medie si portano via i capitali, ma anche le competenze professionali che potrebbero servire alla ricostruzione del paese.

Una donna in partenza dice: “Manca l’acqua, presto ci sarà un’epidemia. Non ci sono medici, non ci sono ospedali… Aspetterò che il mio paese si rimetta, e tornerò poi”.

Per chi resta, ci sono innanzi tutto i bisogni primari. 610 mila persone sono alloggiate in 508 campi, solo sei attrezzati con l’acqua potabile. E mancano ancora 100 mila tende.

E per la ricostruzione, mancano le basi. Il 60 per cento del Pil è andato distrutto. A Port-au-Prince, a Leogane e a Jacmel è crollato il 50 per cento delle case.
Le prime stime parlano di 7 miliardi di euro in 10 anni nella migliore delle ipotesi, 25 nella peggiore.

E ricostruire dovrà significare più che mettere mattone su mattone. Come ha detto il presidente René Préval, il primo fondamento dovrà essere la stabilità politica ed economica.