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Rwanda: due giudici francesi sulle tracce del genocidio

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Rwanda: due giudici francesi sulle tracce del genocidio

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Il genocidio in Rwanda, una ferita aperta: due giudici istruttori francesi sono partiti da Parigi diretti a Kigali.

Seguono le trame di un’inchiesta su alcuni rwandesi residenti in Francia, che avrebbero partecipato al genocidio nel ’94.

In Francia vivono oggi rwandesi come Callixte Mbarushimana di etnia Hutu. Tecnico informatico, lavorava per l’Onu in a Kigali prima della guerra.

“Non ho mai avuto alcun contatto con i miliziani” sostiene, ma secondo l’Interpol nel ’94, dopo che il personale internazionale delle Nazioni Unite lasciò il paese, Mbarushimana si trasformò in un signore della guerra che compiva stragi usando auto, informazioni e mezzi delle Nazioni Unite.

Dopo la strage, continuò a lavorare per l’Onu in Kosovo.

Una delle tante storie che sottolineano le responsabilità della comunità internazionale.

“Bisognava dire e fare qualcosa dieci anni fa. Quindici anni fa. Cinque anni fa. Bisognava agire, e non l’abbiamo fatto” sostiene Gregory Alex, un ex coordinatore della missione delle Nazioni Unite.

In Rwanda tra aprile e luglio del ’94 sono state massacrate oltre 800 mila persone, principalmente della minoranza tutsi. Più di 2 milioni i profughi.