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Iraq: dal Regno Unito bomb-detector non funzionanti

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Iraq: dal Regno Unito bomb-detector non funzionanti

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Sventata una truffa che potrebbe essere costata centinaia di vite in Medio Oriente: l’acquisto di una partita di “bomb detector” non funzionanti, poi forniti in dotazione anche alla polizia, in servizio ai check-point di Baghdad.

Arrestato nel Regno Unito con l’accusa di frode il direttore della società britannica che commercializza gli apparecchi: in apparenza sofisticatissimi, ma che secondo la Bbc si sarebbero avvalsi di una banale piastrina antitaccheggio.

Mentre componenti del parlamento iracheno invocano un immediato ritiro dei “bomb detector”, il Ministro degli Interni Jawad al-Bolani difende scelte e investimenti del governo, parlando di “business”: un appalto, che al prezzo di circa trentamila euro per apparecchio, è finito per costare a Baghdad oltre 60 milioni di euro.

A convincere le autorità, una dimostrazione sulla loro efficacia, per cui lo stesso direttore della società britannica ATSC si era recato in Iraq.
“La situazione di questo paese è molto particolare – aveva messo le mani avanti il cinquantatreenne Jim McCormick – circolano esplosivi di ogni tipo ed è impossibile sviluppare apparecchi che li rilevino tutti”.
Sul caso, il primo ministro iracheno Nuri Al Maliki ha fatto aprire un’inchiesta. Nell’attesa che venga fatta chiarezza, il Regno Unito ha ordinato lo stop alle esportazioni anche in Afghanistan.