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Haiti, critiche agli aiuti


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Haiti, critiche agli aiuti

Ad Haiti la macchina degli aiuti continua a mostrare molte falle. Generi alimentari ed acqua sono arrivati ma manca una distribuzione omogena a Port au Prince. La popolazione lamenta di non riceverli e dal punto di vista logistico resta ammassata nelle circa 300 tendopoli spontanee sorte nel centro della capitale.

Manca secondo alcuni addetti ai lavori chi coordini le operazioni tra tutte le realtà coinvolte ed il risultato è che a dodici giorni dal sisma un terzo della popolazione secondo il programma alimentare mondiale non beneficia degli interventi. L’agenzia statunitense per lo sviluppo risponde sottolineando i limiti imposti dalle difficilissime condizioni di intervento. Si registrano inoltre diversi episodi violenti, assalti durante la distribuzione del cibo.

“Siamo nelle mani di Dio “ dice questa donna.
In tanti hanno pregato oggi alla messa organizzata all’aperto. La cattedrale come centinaia di chiese a Port au Prince sono state sbriciolate dal sisma. Sotto le maceria protrebbe esserci ancora qualche sopravvissuto, come il giovane Wismond Exantus estratto dopo un’intervento di 4 ore. Potrebbe essere lui l’ ultimo miracolato. Da venerdì i sopravvissuti non vengono piu’ cercati dalle squadre di soccorso che saranno impegnate nella liberazione dalle macerie.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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