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Haiti, non si scava più

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Haiti, non si scava più

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Ad undici giorni dal sisma che ha ucciso oltre centomila persone il governo haitiano ha ufficialmente concluso le operazioni di ricerca dei superstiti.

Sono centotrentadue le persone estratte vive dalle macerie. Gli ultimi venerdì. Si tratta di un giovane di ventidue anni salvato da una squadra di soccorso israeliana. Scampata al crollo e a giorni di privazioni anche un’ anziana donna di 84 anni, liberata dalle macerie grazie all’intervento di amici e vicini di casa.

Port au Prince è distrutta, e le due scosse di venerdi’ hanno dato il colpo di grazia agli edifici rimasti in piedi. Secondo il censimento governativo sono undicimila le abitazioni crollate.

Il 30% delle stazioni di servizio, secondo quanto constatato dall’Onu, è funzionante. E sulle vie di comunicazione praticabili ricomincia a fluire il traffico. In molti lasciano la capitale dove manca tutto, altri attendono intendono farlo grazie ai pullman messi a disposizione dal governo. I pochi esercizi scampati hanno riaperto i battenti cercando di far fronte alle difficoltà:

“Era tutto per terra, tutti i prodotti, abbiamo di nuovo pulito e rimesso in ordine dopo le ultime scosse, spero che continueremo a lavorare e a ricevere nuove scorte” – racconta il proprietario di un supermercato della capitale.

Nell’organizzazione dei soccorsi sono gli Stati Uniti ad avere un ruolo preponderante. Sono circa ventimila i militari americani in servizio sull’isola, in preda al caos dal 12 gennaio scorso.