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Sull'isola un corridoio umanitario per migliorare la distribuzione degli aiuti

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Sull'isola un corridoio umanitario per migliorare la distribuzione degli aiuti

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Gli aiuti umanitari arrivano ad Haiti. Ma, quando sono passati ormai quasi dieci giorni dal terremoto, la distribuzione resta il problema principale alcune zone non sono ancora raggiunte. L’ONU rassicurano sul miglioramento della situazione, anche grazie alla riapertura del porto principale. Euronews ha parlato con David Wimhurst, portavoce della missione di peace-keeping delle Nazioni Unite ad Haiti:

Euronews: “Signor Wimhurst, gli americani hanno inviato militari, voi avete inviato militari. Chi è responsabile qui?”

David Wimhurst: “Beh, tutti lo siamo. Abbiamo un meccanismo di coordinamento assai efficace con gli americani e i canadesi, ci dividiamo le responsabilità. Noi, come Onu, coordineremo queste operazioni. Ci concentreremo sulla sicurezza quando le truppe statunitensi saranno sul posto e in grado di garantire la consegna degli aiuti umanitari”.

Euronews: “Ci è voluto tantissimo tempo per ottenere questi aiuti per gli haitiani. Perché?”

DW: “C‘è una sola pista di atterraggio all’aeroporto di Port-au-Prince. Ogni giorno ci sono 150 aerei che devono atterrare. Stiamo aprendo un corridoio umanitario con la Repubblica Dominicana per potere fare arrivare altri aerei per poi trasportare gli aiuti che sono necessari. Il porto non funziona ancora al cento percento. La prima imbarcazione è riuscita ad entrare ieri e so che c‘è un porto galleggiante in arrivo tra due giorni al massimo. Così accoglieremo navi in fretta”.

Il porto è stato distrutto dal terremoto del 12 gennaio. Le truppe statunitensi stanno operando in quattro aeroporti che sono stati riattivati sull’Isola Ispaniola, due ad Haiti e due nella Repubblica Dominicana.