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Port-au-Prince: la stampa espulsa dall'aereoporto

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Port-au-Prince: la stampa espulsa dall'aereoporto

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Tensione all’aeroporto di Port au Prince: i marines intendono allontanare la stampa internazionale lì stanziata da giorni. La notizia giunge dal nostro corrispondente ad Haiti Luis Carballo. Non si conoscono i motivi del provvedimento. Quotidianamente anche centinaia di persone alla ricerca di un lavoro vengono tenute a distanza dallo scalo. Luis Carballo:

“Questo è l’ingresso dell’aeroporto internazionale di Port au Prince, uno dei pochi luoghi dove è ancora possibile trovare lavoro nella capitale haitiana. Dalle prime ore della mattina centinaia e centinaia di persone si radunano qui alla ricerca di un ingaggio. Ma la speranza non dura molto: appena il tempo di raggiungere il punto di controllo dove non vengono autorizzati a passare”.

Di fronte alle violenze, ai saccheggi, alle difficoltà nei soccorsi e nella distribuzione di generi di prima necessità gli haitiani cominciano ad alzare la voce:

“C‘è un sacco di gente dice una residente ci sono americani, francesi, e ogni nazionalità. Cosa vengono a fare? Vengono per aiutarci? Non riceviamo alcun aiuto. Ci sono bambini per le strade, la gente muore sotto i nostri occhi. Ci sono ancora persone sotto le macerie. Cosa sono venuti a fare? Sono venuti ad aiutarci o a guardarsi in giro? Oppure per prenderci in giro?”

Cibo acqua e aiuto. Questo chiedono i sopravvissuti, sempre più stremati. Di fronte alle difficoltà c‘è chi si rimbocca le maniche: un panettiere nel quartiere di Delmas ha ripreso la produzione e vende pane alla popolazione. Il prezzo è lo stesso di prima del terremoto.