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L'Onu pronta a inviare nuovi caschi blu ad Haiti

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L'Onu pronta a inviare nuovi caschi blu ad Haiti

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A una settimana dal devastante terremoto che l’ha semidistrutta la capitale haitiana Port au Prince è un ammasso di rovine.

I sopravvissuti sono alla ricerca disperata di cibo e acqua e in alcuni quartieri si sono registrati nuovi saccheggi. La polizia ha sparato uccidendo una ragazzina di soli 15 anni.

Nell’area della capitale, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sono in funzione 13 centri ospedalieri. I feriti si ammassano agli ingressi e i medici spesso sono costretti ad amputare gli arti dei pazienti per evitare infezioni.

Si teme che nei prossimi giorni possano scoppiare epidemie di tifo o colera.

Nel frattempo i militari statunitensi hanno preso posizione attorno al palazzo presidenziale semidistrutto dal sisma.

Le polemiche sulla gestione dell’emergenza e le accuse rivolte agli Stati Uniti da alcuni paesi come la Francia che con disappunto hanno visto i loro convogli umanitari dirottati a Santo Domingo sembrano in parte rientrate.

L’Onu ha deciso l’invio ad Haiti di altri 3 mila 500 caschi blu entro le prossime due settimane.
Gli scampati al sisma soprattutto nelle zone rurali hanno resistito sette giorni senza aiuti. Ieri i primi soccorsi sono arrivati dal cielo via paracadute