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Haiti: Euronews incontra i responsabili umanitari dell'UE

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Haiti: Euronews incontra i responsabili umanitari dell'UE

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Tra mille difficoltà i soccorsi vengono distribuiti alla popolazione. I caschi blu scaricano cibo e generi di prima necessità. La gente si mette ordinatamente in fila.

Luis Carballo, il nostro inviato a Port au Prince ha incontrato all’aeroporto della capitale Vicente Raimundo, uno dei coordinatori della macchina umanitaria:

Luis Carballo:
“Siamo con Vicente Raimundo, coordinatore dei soccorso per conto dell’Unione Europea. E’ sbarcato qui 12 ore dopo il sisma. A lui chiediamo quali sono le modalità dell’intervento europeo”

Vicente Raimundo:
“Innanzitutto appena arrivati abbiamo cercato di capire quale fosse l’ampiezza della catastrofe. E’ la prima cosa da fare in questi casi. Quando ci siamo resi conto grazie all’intuizione e sopratuttto all’esperienza acquisita nel corso di altri terremoti che il problema era di dimensioni enormi, abbiamo cercato di mobilitarci al massimo. Dal primo giorno abbiamo avuto 3 milioni di euro a disposizione per aiutare i terremotati, organizzare operazioni di soccorso, installare ospedali da campo e distribuire acqua e cibo. Queste sono state le nostre priorità per i primi 4 giorni”

Luis Carballo:
“Abbiamo constatato che ci sono ancora grossi problemi per quanto riguarda la distribuzione dei viveri anche se le cose sembrano migliorare. Ieri ad esempio c‘è stato una distribuzione massiccia di viveri è vero?”

Vicente Raimundo:
“In effetti ieri siamo riusciti a distribuire gli aiuti a circa 96 500 persone. Le razioni che diamo sono al momento kit di sopravvivenza, biscotti, razioni militari. Non è ancora il cibo di qualità che la gente si attende e a cui ha diritto ma è cibo che permetterà loro di sopravvivere all’emergenza”

Luis Carballo:
“In questo momento Port au Prince è una città divisa in 2. I quartieri che erano sicuri lo sono ancora. Quelli pericolosi oggi sono ancora piu’ pericolosi”

Vicente Raimundo:
“E’ vero dove la situazione anche in precedenza era difficile ci sono ancora difficoltà. E nei quartieri tranquilli regna ancora una certa calma. Ma voglio dire che non siamo mai stati costretti a sospendere la distribuzione degli aiuti umanitari per problemi di sicurezza. Ci sono stati degli incidenti ma si è trattato di casi isolati.”