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È caos nella distribuzione degli aiuti ad Haiti

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È caos nella distribuzione degli aiuti ad Haiti

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Arrivano gli aiuti, ed è il caos. A otto giorni dal terremoto di Haiti, a Port-au-Prince l’arrivo di cibo e generi di prima necessità non è una buona notizia per tutti. Lanciata dagli elicotteri, la manna piove su una folla affamata governata solo dalla legge del più forte. Un sistema cui l’ambasciatore haitiano a Washington ha chiesto di mettere fine, creando piuttosto zone di transito per gli elicotteri, da dove distribuire gli aiuti.

Anche il porto è preso d’assalto dai superstiti, che salpano su barchette alla volta di imbarcazioni dove troveranno magre quantità di cibo e acqua.

Jessie Jackson, attivista americano per i diritti umani, osserva: “Nel 1989, un terremoto di magnitudo 7 ha colpito San Francisco, e sono morte 63 persone. Un sisma della stessa entità ha colpito Haiti, e si stima che ne siano morte più di 200 mila. La povertà è un fattore rilevante quanto il terremoto stesso”.

Il governo è assente, e gli Stati Uniti hanno deciso di prendere in mano la situazione, inviando truppe per cercare di sbloccare la paralisi che impedisce ai rifornimenti di raggiungere gli haitiani. Nel paese sono ormai presenti 11 mila soldati Usa.